Una rana pescatrice di 15Kg

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(Foto del 15 aprile 2014)

Il nostro mare ci regala delle belle sorprese. O brutte, come in questo caso. C’è poco da fare, la Rana Pescatrice, Lophius piscatorius, è brutta. E non fa niente per nasconderlo. Ed è anche parecchio stronza. Quella macchia bianca che sembra una busta di plastica è l’esca che usa per pescare, mentre lei se ne sta nascosta sotto la sabbia, e quando qualche sprovveduto le si avvicina incuriosito lei tira fuori il suo bel faccino, questo

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Qualcuno potrebbe vederci una qualche morale, ma io no, io penso solo che questo bestione ci dà una carne bianchissima e gustosissima. Un luogo comune dice che la parte migliore sarebbero le guance, e forse è vero, ma anche il resto non è male, anzi. Per i più fortunati c’è la trippa, ma non fatevi ingannare, la resa è poca e chi ve la propone sempre sicuramente si rifornisce sul mercato internazionale (soprattutto Africa). Il che va benissimo, è sicuramente buona anche quella d’importazione, ma siate consapevoli che probabilmente non state mangiando un prodotto locale. Per sfruttarla tutta con le ossa della testa e le cartilagini facciamo un sugo che è tra i più classici della cucina Sambenedettese. Il massimo sarebbe assaggiare anche il fegato, magari con gli gnocchetti di patate rosse abruzzesi, ma assicuratevi che sia ben cotto, il rischio anisakis è sempre dietro l’angolo.

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